
28 Mar CASO CLINICO: Uno sguardo al futuro con nuove potenziali combinazioni – Risultati e commento al sondaggio
Bentornati su CLL Monitor e grazie per il vostro fondamentale contributo!
In quest’ultimo sondaggio, abbiamo esplorato nuovamente le opzioni di prima linea disponibili, integrandole con la combinazione Acalabrutinib + Venetoclax, a seguito della pubblicazione dei più recenti dati dello studio AMPLIFY, presentati all’ASH 2024.
Nel primo scenario Giorgio, il nostro paziente di 52 anni senza comorbidità cardiologiche, IGHV non mutato, del(17p) non vorrebbe iniziare subito una terapia continuativa. In linea con la preferenza del paziente oltre il 60% dei partecipanti opterebbe per una combinazione a durata fissa (I+V 39.5%; 15.6% A+V; 7.8% V+O). Nonostante la preferenza del paziente, un terzo circa (37.1%) propone comunque la terapia continuativa con BTKi, dando maggior valore al dato biologico.
Analizzando le motivazioni che hanno guidato la scelta del regime terapeutico, emerge che, per entrambe le combinazioni I+V e A+V, il principale fattore decisionale sia stata la durata della terapia, con rispettivamente il 68,9% e il 64,3% dei voti. Per chi ha scelto I+V, il secondo fattore più rilevante è stato il sequencing terapeutico (24,3%), seguito dalla dimestichezza con il farmaco (21,6%) e dalla lunghezza del follow-up degli studi clinici (17,5%). Per A+V, invece, il secondo driver di scelta è stato il profilo di comorbidità cardiovascolari (35,7%) e, di conseguenza, la minor incidenza di eventi avversi.
Tra coloro che non hanno scelto I+V o A+V, il 77% ha ritenuto necessario convincere il paziente ad intraprendere fin da subito una terapia continuativa con un inibitore di BTK di seconda generazione, mentre il 20% ha evitato la combinazione BTKi + BCL2i per non impiegare entrambe le classi in prima linea, anche se bisogna ricordare la possibilità (con dati promettenti) del retreatment dopo I+V. Solo una quota marginale (10%) avrebbe scelto V+O, per ragioni legate ai fattori biologici.
Nel secondo scenario, con un paziente giovane, con IGHV non mutato, senza del(17p) e senza anamnesi cardiologica, la maggioranza assoluta ha scelto una terapia fixed-duration, come corretto che sia data la richiesta del paziente e la sua età, preferendo I+V (57,6%), seguito da V+O (20%) e A+V (13,6%), mentre il BTKi continuativo ha raccolto solo 8,5% dei voti.
Particolarmente interessante il caso successivo, con un paziente con IGHV non mutato, senza del(17p), ma con comorbidità cardiovascolari: qui la maggioranza ha optato per V+O (41,4%), a sottolineare una diffidenza verso i BTKi e in particolare verso ibrutinib, anche se il quadro non presenta controindicazioni assolute verso l’utilizzo di questa classe di farmaci, a maggior ragione se utilizzati per un periodo di tempo limitato.
Infine, nell’ultimo scenario, con un paziente con del(17p) e comorbidità cardiovascolari, la maggioranza assoluta ha scelto un BTKi continuativo (56,2%), mentre solo un quarto dei votanti ha optato per la combinazione A+V, nonostante la preferenza del paziente per una terapia a durata fissa.
Grazie per la vostra partecipazione e per il prezioso contributo! Continuate a seguirci su CLL Monitor e ci rivediamo al prossimo aggiornamento.





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