
29 Dic CASO CLINICO: TRATTAMENTO PRIMA LINEA IN GIOVANE PAZIENTE FIT – Risultati e commento al sondaggio
Ben ritrovati a questo ultimo sondaggio del 2023, che nonostante l’ormai pieno clima natalizio vi ha visti nuovamente molto numerosi!
Il caso di oggi era quello di uomo giovane e fit, con scenari variabili a seconda delle comorbidità cardiologiche e delle caratteristiche biologiche di malattia.
Notiamo con interesse come nel paziente IGHV mutato e TP53 wt ci sia ormai un consenso unanime all’utilizzo di una terapia a durata fissa con VenO, indipendentemente dalla presenza/assenza di comorbidità cardiologiche. Lo “zoccolo duro” di chi opterebbe per una chemioterapia si va via via sempre più assottigliando (qui il 6% circa), così come pochissimi di voi (circa 5%) proporrebbero qui una terapia continuativa con BTKi.
In linea con le attese, la scelta è stata diametralmente opposta nel caso del paziente ad altissimo rischio citogenetico (IGHV non mutato, TP53 mutato e con cariotipo complesso). Una netta maggioranza (80%) preferisce utilizzare in I linea una terapia continuativa con BTKi (con modesta preferenza verso acalabrutinib rispetto a ibrutinib e zanubrutinib), mentre meno del 20% opta per la terapia a durata fissa con VenO.
Lo scenario sicuramente più interessante, e non scontato, è quello del paziente giovane ad alto rischio citogenetico (“solo” IGHV non mutato). La terapia a durata fissa con VenO rimane la vostra scelta preferita, ma i risultati lasciano intravedere un calo di fiducia nella terapia fissa rispetto al paziente IGHV mutato (passando da oltre 85% al 76%).
Un 20% di voi, probabilmente sulla base dei dati a lungo termine del CLL14, preferisce iniziare fin da subito una terapia continuativa con BTKi, segno che lo stato mutazionale di IGHV svolge un ruolo chiave nel processo decisionale della terapia di prima linea, in accordo alle linee guida internazionali. Considerando la giovane età e l’assenza di comorbidità, un altro elemento cardine sono naturalmente le preferenze del paziente per proporre l’opzione terapeutica che meglio si adatta alle sue esigenze. Vedremo se e come cambierà lo scenario in seguito all’arrivo delle nuove combinazioni!
Ci fa piacere comunque trovarvi sostanzialmente allineati nelle risposte, segno che almeno in questo contesto le evidenze accumulate in letteratura ci permettono di avere una discreta uniformità di giudizio!
A questo punto non ci resta che augurarvi buone feste, ci rivediamo nel 2024 (con i prossimi sondaggi)!




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