
20 Giu CASO CLINICO: TOSSICITA’ IV – Risultati e commento al sondaggio
Vi ringraziamo ancora una volta per aver risposto numerosi al nostro sondaggio. Come atteso, le risposte sono state abbastanza eterogenee, riflettendo le differenze di gestione degli eventi avversi con un nuovo schema terapeutico.
Di fronte al primo episodio di neutropenia isolata di grado 4, insorta all’inizio del V ciclo di terapia con ibrutinib + venetoclax, è ragionevole ipotizzare come il venetoclax sia il principale responsabile Legittimo quindi, in accordo con la metà dei partecipanti, sospendere temporaneamente solo venetoclax e utilizzare fattore di crescita.
I restanti partecipanti si dividono equamente tra due estremi: chi sospenderebbe entrambi i farmaci (atteggiamento più conservativo) e chi proseguirebbe la terapia somministrando unicamente G-CSF, confidando nella transitorietà della neutropenia.
Il ripresentarsi del medesimo evento avverso al ciclo successivo, sposta l’ago della bilancia verso la sospensione di entrambi i farmaci per poi riprenderli a dosaggio ridotto. Si riduce nettamente la quota di chi sospenderebbe solo il venetoclax (opzione privilegiata dal panel), che rimane il principale indiziato della neutropenia.
Nello scenario 2, di fronte ad una piastrinopenia di grado 3, condivisibile la scelta fatta dalla maggior parte dei partecipanti di proseguire il trattamento monitorando l’emocromo in assenza di eventi emorragici.
Risulta più difficile identificare in questo caso un chiaro colpevole, tanto che i restanti partecipanti si dividono tra chi sospenderebbe il solo ibrutinib e chi il solo venetoclax, con una quota tra quest’ultimi che ne ridurrebbe addirittura il dosaggio.
In caso di recrudescenza della piastrinopenia, il 60% dei partecipanti ridurrebbe il venetoclax dopo nuova sospensione, mentre il 25% farebbe lo stesso con ibrutinib. Tale scelta è probabilmente motivata dal fatto che un’eventuale risoluzione della piastrinopenia dopo la sospensione temporanea e riduzione del venetoclax, consentirebbe di proseguire il trattamento di associazione.
Sempre un quarto dei partecipanti procederebbe con l’esecuzione di un aspirato midollare volto a chiarire l’origine della piastrinopenia, nonostante la terapia risulti il maggior indiziato.
In conclusione, ricordiamo che soprattutto in una terapia a durata fissa, è importante il mantenimento della dose-intensity; vale sempre la pena di riconsiderare il ripristino del dosaggio target successivamente ad una sospensione o riduzione di dose per evento avverso.
Vi diamo appuntamento a settembre per riprendere il nostro dialogo. Vi preannunciamo la seconda edizione del Monitor Day che si terrà il prossimo 14 Novembre.
Fissate la data in agenda! Buona estate!
No Comments