
30 Apr CASO CLINICO: Terapia di prima linea: paziente giovane fit – Risultati e commento al sondaggio
Grazie a tutti per aver partecipato anche a questo nuovo caso clinico!
Il caso proponeva un paziente giovane, di 58 anni, affetto da LLC che giungeva alla nostra attenzione con chiari criteri di trattamento: anemia, piastrinopenia, linfoadenopatie multiple di dimensioni significative e splenomegalia.
Nel primo scenario, in assenza di informazioni sui fattori biologici, solo il 53% dei partecipanti ha correttamente risposto affermando di avere bisogno di maggiori informazioni prima di scegliere il trattamento. Stupisce come quasi la metà dei votanti avrebbe già scelto un trattamento, prevalentemente una combinazione a durata fissa, soprattutto venetoclax + ibrutinib (19%). Ciò sottolinea quanto queste strategie chemo-free siano ormai entrate nella pratica clinica, sebbene la ricerca dei fattori biologici rimanga un passaggio indispensabile prima di avviare la terapia.
Nel secondo scenario, con profilo biologico favorevole — IGHV mutato, TP53 WT e del(17p) assente — le preferenze si sono spostate in maniera netta verso le terapie a durata definita. A fronte di un terzo dei partecipanti che ha scelto venetoclax + obinutuzumab, le combinazioni a base di venetoclax + BTKi riscuotono il 60% delle preferenze. Le terapie continuative con BTKi non sono state giustamente prese in considerazione in modo coerente con l’idea che, in un paziente giovane, fit e con profilo biologico favorevole, una strategia fixed-duration rappresenti l’opzione da preferire.
Nel terzo scenario, con IGHV non mutato, TP53 WT e del(17p) assente, la preferenza per le combinazioni basate su BTKi e venetoclax è diventata ancora più evidente raggiungendo circa il 75% delle scelte. Questo dato suggerisce che, di fronte a un profilo IGHV non mutato, molti clinici percepiscano il valore aggiunto dell’inibizione di BTK all’interno di una strategia di combinazione, soprattutto in un paziente giovane.
Infine, nello scenario ad alto rischio biologico, con IGHV non mutato, TP53 mutato e del(17p) presente, le scelte si sono distribuite in modo più eterogeneo. Complessivamente una parte rilevante dei partecipanti – 53% – ha optato per un BTKi continuativo, soprattutto di seconda generazione con una certa preferenza per zanubrutinib (32%), mentre quasi il 40% dei votanti ha comunque scelto una combinazione a durata definita venetoclax + BTKi. Questo dato indicata la crescente attrattività delle strategie fixed-duration nei pazienti giovani, anche con malattia ad alto rischio.
In sintesi, questo sondaggio evidenzia come nella LLC di prima linea nel paziente giovane la scelta terapeutica privilegia la fixed-duration ed in particolare la combinazione venetoclax + BTKi, anche nei pazienti con anomalie di TP53.
A presto con un nuovo caso clinico!




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