
18 Set CASO CLINICO: RELAPSE DOPO IV – Risultati e commento al sondaggio
Ben ritrovati e grazie come al solito per le numerose risposte che ci avete fornito!
Il caso di oggi ha aperto una piccola finestra sul futuro, mostrando alcuni scenari (anche al momento non disponibili) su come poter trattare un paziente che progredisce dopo una I linea con Ibrutinib + Venetoclax.
Nel primo scenario, paziente unmutated, non del(17p), TP53 wild-type, con recidiva precoce dopo terapia IV, la maggior parte di voi (65%) ha preferito passare a una terapia continuativa con BTKi, preferendo BTKi di 2° gen (Zanubrutinib 33%, probabilmente sulla base dei risultati dello studio ALPINE) o addirittura non covalenti (Pirtobrutinib 23%) rispetto a Ibrutinib (9%), verosimilmente anche nell’ipotesi di una miglior tollerabilità, considerata l’età del paziente. Sorprende vedere che un terzo di voi opterebbe per riprovare una terapia a durata fissa (preferendo un passaggio a VenR rispetto a un retreament con IV, 24% vs 10%), distaccandosi dalle recenti linee guida ESMO, che valutano alto il rischio di una nuova recidiva precoce con questa strategia.
Nel secondo scenario, in caso di recidiva tardiva (> 3 anni) dopo IV, la maggioranza di voi (63%) ha optato, condivisibilmente, per riproporre una terapia fixed-duration, preferendo un retreatment con IV rispetto ad un passaggio a VenR (39% vs 24%). Riteniamo ragionevole, come da voi indicato, continuare con la stessa filosofia di trattamento a durata fissa della prima linea, anche se non è attualmente possibile riprescrivere IV e non ci sono dati di VenR dopo IV. L’utilizzo continuativo di un BTKi rimane ancora l’opzione preferita da un terzo di voi, a riprova probabilmente della affidabilità di questo approccio, come sottolineano anche i dati di ritrattamento presenti in letteratura.
Nel terzo scenario, l’acquisizione di un alto rischio biologico viene considerato dalla maggioranza di voi di una gravità clinica paragonabile ad una recidiva precoce, portandovi a preferire una terapia continuativa con BTKi (70%), in linea con le nuove raccomandazioni ESMO dove già in prima linea nei pazienti del(17p) o TP53mut viene suggerito l’utilizzo di questa strategia.
Notiamo infine con grande soddisfazione come in nessuno scenario sia stato preso in considerazione l’utilizzo della chemioimmunoterapia, ad ulteriore conferma del fatto che le nuove strategie terapeutiche, più efficaci e meno tossiche, hanno ormai preso piede!
Fateci sapere la vostra opinione, commentate numerosi.
Noi ci vediamo al prossimo sondaggio, a presto!



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