
13 Nov CASO CLINICO: Pirtobrutinib AEs – Risultati e commento al sondaggio
Buongiorno e ben ritrovati! Anche questa volta desideriamo ringraziarvi per la fiducia e la grande partecipazione al sondaggio.
Nel primo scenario del caso di oggi, un paziente di 77 anni con CLL R/R presentava una neutropenia di grado 4 isolata, in assenza di infezione concomitante, dopo 6 mesi di trattamento con pirtobrutinib. In questa situazione, la stragrande maggioranza di voi (85%) ha scelto di somministrare G-CSF, mentre circa la metà sospenderebbe temporaneamente il pirtobrutinib, in linea con quanto suggerito dalla scheda tecnica in caso di neutropenia grado 4 non febbrile di durata superiore a 7 giorni.
Nel secondo scenario, il paziente sviluppava una neutropenia di grado 3 associata a un’infezione urinaria, sempre dopo 6 mesi di terapia con pirtobrutinib. In questo contesto, circa la metà di voi ha optato per una sospensione momentanea del trattamento, con successiva ripresa — quasi tutti — a dosaggio pieno una volta risolta l’infezione, trattandosi di un primo evento. L’altra metà ha invece deciso di proseguire la terapia, anche in questo caso generalmente a dosaggio pieno, probabilmente ritenendo l’infezione di entità lieve. Nettamente minoritaria (circa l’8%) la posizione di chi ha scelto già dopo un primo episodio infettivo (lieve) in corso di neutropenia grado 3 di ridurre la dose di pirtobrutinib.
Nel terzo scenario, lo stesso paziente andava incontro a un’infezione di grado 3 con necessità di ricovero, dopo due precedenti episodi infettivi minori nello stesso anno. In questa situazione, quasi tutti avete scelto di sospendere temporaneamente il trattamento. Al momento della ripresa, le opinioni si sono divise: circa metà di voi ha ripreso il farmaco a dosaggio pieno, mentre l’altra metà ha preferito una ripresa a dosaggio ridotto (100 mg), probabilmente preoccupata per la ricorrenza degli eventi infettivi.
Gli atteggiamenti divisi e talvolta ambivalenti emersi nelle risposte riflettono l’assenza di raccomandazioni condivise e la limitata esperienza clinica ad oggi maturata nella gestione delle complicanze durante il trattamento con pirtobrutinib. Alcune persone seguono più strettamente le indicazioni della scheda tecnica, mentre altre adottano strategie verosimilmente ispirate alla pratica clinica maturata con i BTKi covalenti. Inoltre, per quanto riguarda la riduzione del dosaggio, saranno necessarie ulteriori evidenze — e alcuni studi sono tuttora in corso — per chiarire quando e come modulare pirtobrutinib in presenza di complicanze.
Vi ringraziamo nuovamente per la partecipazione e vi invitiamo a unirvi al CLL Monitor Day, che si terrà il 15 dicembre a Milano.
A presto!



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