
07 Mar CASO CLINICO: PIASTRINOPENIA IN CLL – Risultati e commento al sondaggio
Ben ritrovati con il secondo caso clinico di quest’anno e grazie come al solito per la numerosa partecipazione!
Il caso proposto questa settimana riguardava l’approccio diagnostico-terapeutico alla piastrinopenia isolata in paziente con CLL con low tumor burden, giovane e senza copatologie.
In fase diagnostica, la spaccatura 40% a favore e 60% contrario a procedere con una biopsia osteomidollare, rappresenta bene l’attuale assenza di un consenso univoco a riguardo, considerando che le alterazioni midollari patognomoniche di ITP sono estremamente rare e che non esiste un chiaro cut-off di infiltrazione midollare che permetta di distinguere correttamente tra citopenia immune o su base infiltrativa.
Da un punto di vista terapeutico, abbiamo notato invece una discreta uniformità di giudizio. Nel sospetto di trombocitopenia immune, il 75% di voi inizia una terapia steroidea, a cui un ulteriore 11%, in maniera un po’ eccessiva vista l’assenza di sanguinamento, associa anche IgEV. Solo un 6% inizierebbe, forse in modo un po’affrettato, un trattamento diretto contro la CLL dopo aver comunque inizialmente intrapreso una terapia steroidea. In caso di piastrinopenia isolata in un paziente giovane intraprendere una terapia steroidea ex iuvantibus rappresenta la prima opzione terapeutica, riservando la terapia antileucemica ad un eventuale fallimento.
Abbastanza omogeneo anche il giudizio sulla seconda linea in caso di recidiva in corso di tapering steroideo. La stragrande maggioranza di voi opta per proseguire una terapia diretta contro l’ITP (91% complessivamente), con il 63% circa che propone una seconda linea con Rituximab, il 7% con TPO mimetico e il 21% che proseguirebbe con steroide ma ripartendo a dosaggio pieno. Un rechallenge con lo steroide potrebbe essere un’opzione in caso di tapering troppo precoce o rapido, ma in caso di recidiva/refrattarietà con un tapering eseguito correttamente sarebbe più indicato eseguire una terapia di seconda linea diretta contro la CLL o contro l’ITP. Solo un 9% passerebbe invece ad una terapia diretta contro la CLL, con distribuzione abbastanza equilibrata tra VenO e BTKi. Sebbene le raccomandazioni e linee guida consiglino questo approccio terapeutico in pazienti con CLL scarsamente responsivi allo steroide, è comunque condivisibile la vostra scelta di passare ad una seconda linea diretta contro l’ITP considerato il basso burden di malattia del paziente che non richiederebbe di per sé una terapia diretta contro la CLL.
Anche per oggi è tutto, grazie per continuare a condividere il vostro tempo con noi e alla prossima!



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