
28 Mar CASO CLINICO: NEUTROPENIA IN CLL – Risultati e commento al sondaggio
Vi ringraziamo per aver risposto al nostro ultimo sondaggio.
La neutropenia, rara nella CLL, si è rivelata una problematica ostica da gestire, come mostrato dalle vostre risposte eterogenee.
Di fronte all’insorgenza di una neutropenia severa isolata in un paziente con CLL non in trattamento, solo la metà dei partecipanti includerebbe l’esecuzione dello studio midollare nell’ambito del work-up diagnostico (50.7%), raccomandato nel tentativo di indagare la genesi della neutropenia, difficilmente attribuibile alla CLL, ed in particolare valutare una più verosimile concomitante displasia midollare.
Nello scenario 2, a fronte di un midollo normale eccetto che per l’infiltrato linfocitario della CLL (pari al 70%), la metà dei partecipanti proseguirebbe con la sola osservazione data l’assenza di criteri di trattamento per la CLL e utilizzerebbe il G-CSF (off-label) solo in caso di febbre o altri segni di infezione (49.3%).
Sorprende che ben un quarto dei partecipanti (24%) procederebbe a trattare la CLL verosimilmente considerando la neutropenia secondaria all’infiltrato linfocitario, pur non essendo un criterio di trattamento secondo le linee guida, e con un infiltrato midollare contenuto.
E’ interessante notare invece come il 15% dei partecipanti preferirebbe iniziare terapia steroidea, probabilmente nell’ipotesi di una eziologia autoimmune della neutropenia. Scarsamente supportata dalle evidenze scientifiche appare la scelta, fortunatamente limitata a solo il 10% dei partecipanti, di somministrare G-CSF, fluorochinolonici o entrambi.
Nel terzo scenario, il peggioramento della neutropenia induce quasi il 90% dei partecipanti ad adottare un approccio ancora più interventista. Risulta in netto aumento la percentuale dei partecipanti che tratterebbe la CLL (31% con BTKi e 15% con VO) e quella che somministrerebbe una terapia immunomodulante (steroidi nel 35% e rituximab nel 7%).
In conclusione, l’insorgenza di neutropenia isolata è evenienza rara nella CLL che richiede un accurato work-up diagnostico, ma non dovrebbe essere considerata criterio sufficiente per intraprendere un trattamento specifico per la CLL.
Ci vediamo dopo Pasqua per la prossima survey!



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