
17 Ott CASO CLINICO: CLL E COVID 19 – Risultati e commento al sondaggio
Bentornati, vi ringraziamo ancora una volta per aver risposto numerosi al nostro sondaggio! Anche se con minore preoccupazione, con la stagione autunnale riemerge il focus sul COVID19 e su come gestire in maniera ottimale i pazienti con CLL in trattamento che sviluppano l’infezione.
Di fronte a un paziente in trattamento con obinutuzumab e venetoclax, sia che l’infezione sia paucisintomatica (sintomi da raffreddamento, tosse), che con sintomatologia piu’ importante (febbre e disturbi respiratori) la maggioranza dei partecipanti opta per sospendere transitoriamente il venetoclax, e circa due terzi dei partecipanti prescrive giustamente terapia antivirale. La sospensione della terapia per la CLL per un periodo limitato non compromette la riuscita complessiva del trattamento, indipendentemente dal profilo di rischio della malattia. Per chi volesse proseguire la terapia, ricordiamo invece la necessità di ridurre il dosaggio del venetoclax durante l’assunzione dell’antivirale.
Nel caso invece di un paziente in terapia con ibrutinib come descritto nel terzo scenario, e ancora con infezione paucisintomatica, si nota un aumento della quota di coloro che opterebbero per proseguire la terapia con o senza la somministrazione di antivirali, probabilmente in ragione della risposta parziale e delle caratteristiche biologiche ad alto rischio della CLL (IGHV non mutato, del(17p), mutazione di TP53) descritte in quest’ultimo scenario. E’ importante sottolineare che anche in questa situazione, la priorità che guida il ragionamento clinico è prevenire il peggioramento dell’infezione utilizzando l’antivirale.
Anche nel caso di un paziente in terapia a durata fissa con ibrutinib + venetoclax e infezione da SARS-CoV-2 lievemente sintomatica (scenario 4), la scelta piu’ gettonata rimane quella di di sospendere momentaneamente la terapia con entrambi i farmaci e somministrare trattamento antivirale.
Stupisce e preoccupa che in tutti gli scenari, circa un terzo dei partecipanti decida comunque di non prescrivere terapia antivirale, sottostimando l’elevato rischio infettivo nei pazienti affetti da CLL. Lo stato vaccinale inoltre, non è dirimente nella decisione di somministrare o meno l’antivirale.
Fateci sapere la vostra opinione, commentate numerosi.
Noi ci vediamo al prossimo sondaggio, a presto!




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